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IL LEGNO GIUNGE A NUOVE ALTEZZE – NOI FORNIAMO SOLUZIONI ANTINCENDIO ADATTE

Il legno come materiale da costruzione sta nuovamente guadagnando popolarità. Questo vale anche per la costruzione di edifici pluripiano. Ma come la mettiamo con il pericolo d’incendio?

Modello di legno di una città

Settembre 2019   I   6 minuti

 

Da alcuni anni la costruzione con il legno è in ascesa. Quasi il 15% delle nuove costruzioni nell’Europa centrale oggi vengono costruite completamente o in gran parte in legno. Casa in legno – suona confortevole: si pensa alle case svedesi colorate, ai rifugi accoglienti e protettivi situati di fronte a panorami grandiosi.  

Qui non si può più fare a meno del legno anche nella moderna architettura urbana pluripiano. Perché le costruzioni in legno non solo sono in piena espansione, ma crescono letteralmente sempre di più in altezza. La casa in legno più alta del mondo, la HoHo di Vienna, è composta da 24 piani e verrà terminata entro quest’anno. I progetti a medio termine battono la HoHo già fin d’ora: progetti famosi come la Oakwood Tower a Londra e la River Beech Tower a Chicago saranno i primi grattacieli in legno al mondo. Se tutto va secondo i piani, i due edifici saranno eretti già entro il 2030 con i loro 80 piani mozzafiato.

Queste altezze mai raggiunte prima con il legno possono essere realizzate senza problemi con le nuove tecnologie – per esempio legno lamellare leggero, ma stabile. Ma anche a prescindere da questi imponenti edifici-simbolo, il legno, un materiale vecchio di millenni, diventa molto interessante anche nelle costruzioni in legno pluripiano. La parola chiave è: ridensificazione urbana.  

Il legno come materiale da costruzione: ecocompatibile e perfetto per la ridensificazione dei tessuti urbani

Vista futuristica della città

L’attuale rinascita di questo materiale storico, ma allo stesso tempo nuovo è avvenuta soprattutto grazie all’aumentato fabbisogno di soluzioni sostenibili che supportino anche l’urgente bisogno di proteggere il clima. Il legno come materiale da costruzione offre a tal riguardo una serie di vantaggi: costruire in modo sostenibile con il legno di provenienza regionale fa sì che si abbia sempre a disposizione una quantità sufficiente di materiale da costruzione. Allo stesso tempo, durante l’intera sua durata di vita il legno cattura grandi quantità di CO2. Anche le case a basso consumo energetico traggono vantaggio da questo materiale da costruzione. Il rivestimento composto da più pareti in legno sovrapposte, per esempio, fornisce un isolamento perfetto. I pavimenti e le pareti in legno hanno una bassa conduttività termica e garantiscono una dispersione termica relativamente bassa.


I critici obiettano spesso della sua breve durata di vita, ma le case in legno più antiche, datate più di 600 anni, confutano ampiamente questa argomentazione. 

Non solo le risorse, ma anche gli spazi abitativi si riducono sempre di più. A causa delle cifre demografiche in crescita e dell’aumento dell’urbanizzazione dobbiamo trovare risposte veloci alla domanda su come sia possibile creare più abitazioni su una superficie di base limitata e tecnicamente ormai completamente edificata.

Una risposta coerente al problema si chiama ridensificazione. Ciò significa creare nuove abitazioni inserendole tra le strutture esistenti o costruendoci sopra. I centri delle città europee sono già fortemente densificati: l’unica direzione ancora disponibile è quella verso l’alto. Ma la sopraelevazione di edifici esistenti è una questione complessa – proprio per il problema della statica. Il legno ha un vantaggio decisivo rispetto alle costruzioni massicce. Perché rispetto alle costruzioni in aderenza e sopraelevazione realizzate in calcestruzzo o muratura, le strutture in legno sono più leggere, ma anche altrettanto robuste. Inoltre possono essere erette in modo rapido e relativamente facile senza creare polvere. La qualità di vita dei residenti vicini a un cantiere di ridensificazione quindi ne risentirebbe a malapena. 

Sostenibilità / Urbanizzazione

Sostenibilità delle riserve lignee

Mentre ogni anno vengono distrutti 13 milioni di ettari di foresta in tutto il mondo, l’Europa costituisce la controtendenza positiva: ogni anno la superficie boschiva si espande lentamente, ma costantemente, con una media dello 0,4%.

Inoltre dal 2007 al 2013 l’UE, nell’ambito del programma LIFE, ha promosso una serie di progetti volti alla protezione ambientale per più di due miliardi di Euro.

L'urbanizzazione in Europa

Il 72% della popolazione europea vive in aree urbane, e questa cifra al momento è ancora in aumento. La crescita maggiore comunque non è registrata nelle grandi città, bensì nelle periferie e città satellite circostanti.

La ridensificazione avviene perciò nella maggior parte dei casi non nello spazio ristretto delle città, ma sotto forma di edifici contigui a blocco chiuso con cortile interno (“Blockrandbebauung”). Ma la politica la sta contrastando: l’Unione Europea vorrebbe ridurre entro il 2020 le nuove costruzioni su lotti da 129 a 30 ettari all’anno.  

 

Ecologico ma estremamente pericoloso? No, perché il legno brucia “in modo sicuro”

Camera con rivestimento in legno alle pareti

Più in alto con il legno: suona architettonicamente interessante e, nell’ambito della ridensificazione urbana necessaria, anche indispensabile. A molti committenti però viene anche in mente l’immagine di un incendio fatale. Effettivamente questa analisi che considera le attuali strutture è errata. Poiché, come afferma un detto dei vigili del fuoco, il legno brucia in modo sicuro. Sapevate per esempio che i vigili del fuoco preferiscono spegnere un incendio in un edificio di legno piuttosto che in uno di acciaio? In caso d’incendio, l’acciaio si rivela del tutto imprevedibile. Il collasso di una struttura in legno si preannuncia e quindi è molto più valutabile. 

„Gli edifici in calcestruzzo o acciaio, in caso di incendio, sono soggetti a un rischio supplementare rispetto alle strutture in legno: il calcestruzzo si surriscalda, l’acqua contenuta in esso si trasforma in vapore e stacca parti di calcestruzzo, esponendo all’aria i ferri di armatura, che di conseguenza perdono la loro resistenza. Sotto la pressione esercitata dal calcestruzzo pesante, questo può eventualmente provocare il crollo dell’edificio. In caso d’incendio, gli edifici in legno si comportano diversamente: il fuoco brucia il legno lentamente dall’esterno verso l’interno. La capacità portante delle strutture in legno è assicurata per maggior tempo, in tal modo la struttura non collassa a sorpresa“. Lukasz Wagner, Business Development Manager Fire Stop in Polonia

Questo dipende dal fatto che il legno ha un tasso di combustione e una temperatura d’incendio conosciuti e gli elementi in legno hanno una resistenza al fuoco relativamente alta. Il legno brucia relativamente lento e non trasmette molto bene il calore. Così i componenti in legno restano dimensionalmente stabili per lungo tempo. Inoltre la carbonizzazione del legno incendiato crea uno strato protettivo sulla superficie, ritardando ancora di più la combustione del materiale. Questo si riflette anche nelle classificazioni europee: il legno è sempre considerato al massimo come “normalmente infiammabile”. Quindi il legno ha certamente le sue qualità – anche per quanto riguarda la protezione antincendio. Questo accende anche l’interesse dell’industria. Quindi in molti progetti di ricerca l’argomento relativo all’isolamento dei materiali in legno è oggetto di ricerche approfondite.

Purtroppo le specifiche costruttive europee non riflettono ancora questo comportamento al fuoco relativamente sicuro tramite norme generali sulla protezione antincendio. E dato che le norme antincendio riguardano solo edifici a più piani, sono proprio i progetti innovativi di ridensificazione e di costruzione in legno che risentono di questa carenza.

Soluzioni nonostante la mancanza di standard?

Facciata in legno con finestre

La protezione antincendio nelle strutture in legno pluripiano oggi è qualcosa di ancora più complesso della classica costruzione di tipo massiccio: questo però non dipende dal rischio d’incendio derivante dal tipo di materiale, ma dal fatto che mancano prodotti omologati e norme pertinenti.

Occorre quindi trovare delle soluzioni individuali – e a questo proposito serve un partner in grado di adattarsi in modo flessibile e competente alle esigenze di un edificio. Le possibilità sono molte: dai pannelli speciali in cartongesso, che ritardano ulteriormente la reazione al fuoco delle pareti in legno, fino alle barriere tagliafuoco speciali per attraversamenti di cavi e tubi, idonei ai componenti in legno. Questi sono per esempio schiume e rivestimenti antincendio, collari o mattoni antifuoco.

Ma anche nella fase di progettazione di un edificio in legno c’è sempre una serie di fattori da considerare. Quali prodotti sono adatti per le strutture in legno, e si possono incorporare questi prodotti in un progetto virtuale? Con quali prodotti, oltre a quelli antifuoco, si rende minimo il rischio per i residenti, ma anche per gli amministratori o i proprietari della casa?

Il fatto che per edifici in legno sia possibile trovare soluzioni antincendio sicure è provato dal Freilager Zürich, dal grattacielo Skaio a Heilbronn o la Haute Amsterdam. Oltre a soluzioni personalizzate e creative, quello che serve ora sono standard e omologazioni. Poi nulla potrà impedire un impiego molto più vasto del legno nell’edilizia urbana.

Hilti nella protezione antincendio delle strutture in legno

Ufficio moderno con pareti in legno

Sistemi antincendio collaudati

Per essere sicuri che le soluzioni antincendio non ostacolino o rallentino veramente la propagazione di un incendio alle altre parti dell’edificio, devono esserne verificate scrupolosamente le più svariate caratteristiche. Perché il materiale del prodotto non solo deve essere difficilmente infiammabile, ma anche isolato in modo efficace dai gas pericolosi sprigionati per esempio in caso d’incendio nel locale adiacente. 

In caso d’incendio, il gas di combustione costituisce il maggior pericolo per la vita delle persone

Ne fanno parte naturalmente anche i gas di combustione, che purtroppo nella maggior parte dei casi provocano il decesso di persone durante un incendio. Si propagano da 15 a 100 metri al secondo, limitano la vista e privano letteralmente le vittime del respiro. Pertanto Hilti ha controllato la tenuta al fumo di tutti i suoi prodotti antincendio nella casa di prova del fuoco Aventis. La prova in questo caso si basa su una norma applicata nell’aviazione per valutare il rischio per la salute di prodotti antincendio reattivi.

Dato che in caso d’incendio possono anche verificarsi delle esplosioni, Hilti sottopone una serie di prodotti antincendio selezionati anche a test di esplosione per verificare se la barriera tagliafuoco sia in grado di resistere a una “sovrappressione improvvisa“, quindi a un’onda d’urto da 0,5 a 2 bar.

Resistenza al fuoco

È il tempo durante il quale un elemento è in grado di sopportare temperature derivanti dal fuoco senza perdere la sua funzione, ad es. la sua capacità portante.

I 3 criteri più importanti:

  • Capacità di carico: misurazione della stabilità strutturale di un elemento in caso d’incendio  
  • Parafiamma: ovvero ermeticità: misurazione della capacità di un elemento di impedire il passaggio di gas e fiamme in caso d’incendio
  • Isolamento: misurazione della capacità isolante di un elemento, cioè, del periodo in cui il lato non rivolto verso l’incendio non supera una temperatura di +180° C rispetto alla temperatura ambiente

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